Giugno 2021
A seguito della Dir. CEE 5 dicembre 2017, n. 2017/2455/UE (recepita nell’ordinamento nazionale dal D.Lgs. 25 maggio 2021, n. 83), dal 1° luglio 2021, vi saranno le seguenti novità in tema di vendite a distanza:
Il limite di euro 10.000 va considerato come valore complessivo delle vendite a privati consumatori della UE (quindi, il limite di euro 10.000 non va considerato per singolo Paese della UE). Sul punto risulta necessario un chiarimento ministeriale, in considerazione del fatto che, entrando la norma in vigore in corso d’anno (1° luglio 2021), dovrà essere chiarito se vale sempre il superamento di 10.000 euro dell’anno precedente ed eventualmente come vada considerato il superamento in corso d’anno dei citati euro 10.000.
Si evidenzia che il D.Lgs. n. 83/2021 ha previsto che i soggetti passivi che accedono al regime OSS-UE sono esonerati dagli obblighi:
- di emettere le fatture;
- della tenuta dei registri IVA;
- della presentazione della dichiarazione IVA annuale (dovendo solo presentare apposita dichiarazione trimestrale e conservare idonea documentazione delle operazioni effettuate, fino al termine del decimo anno successivo, nonché esibire tale documentazione a richiesta dell’Amministrazione italiana o delle autorità dei Paesi del consumo).
In relazione alle operazioni effettuate nel territorio dello Stato, i soggetti passivi identificati ai fini del regime in altro Stato membro sono dispensati dagli obblighi di fatturazione, registrazione e tenuta dei registri.
Il D.Lgs. n. 83/2021 ha introdotto il nuovo art. 2-bis nel D.P.R. n. 633/1972, stabilendo che, al fine di assicurare la riscossione effettiva ed efficace dell’IVA sul commercio elettronico, i soggetti passivi i quali, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica (ad esempio, marketplace), facilitano le vendite a distanza intracomunitarie dei beni, di cui all’art. 38-bis, commi 1 e 3 , del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, e le cessioni di beni con partenza e arrivo della spedizione o del trasporto nel territorio dello stesso Stato membro da parte di soggetti non stabiliti nella UE (quindi, extra-UE), siano considerati soggetti che acquistano e cedono detti beni (in tale caso, è stato previsto che le forniture B2B, se territorialmente rilevanti all’interno dell’UE, siano esenti da IVA, fermo restando il diritto del fornitore sottostante a detrarre l’imposta pagata a monte per l’acquisto o l’importazione dei beni ceduti; per tali operazioni, tuttavia, gli Stati non hanno la possibilità di prevedere l’esonero dall’obbligo di fatturazione, diversamente da quanto previsto in generale per le prestazioni esenti); analoga disposizione è prevista per le vendite a distanza di beni, di cui all’art. 38-bis, commi 2 e 3 , del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, importati da territori terzi o Paesi terzi nell’Unione europea, ma limitatamente alle spedizioni di valore intrinseco non superiore a 150 euro.
Si ricorda, poi, che, dal 1° aprile 2021, è possibile pre-registrarsi nel sito dell’Agenzia delle entrate all’OSS ovvero IOSS (ancorché manchino ancora tutti gli aspetti operativi, cui dovrà dare opportuno riscontro l’Agenzia delle entrate). Sul punto l’Agenzia delle entrate, nella scheda informativa, riporta unicamente che il regime IOSS “include le cessioni di beni di valore intrinseco non superiore a 150 EUR”, spediti/trasportati da un territorio terzo o da un Paese terzo al momento della cessione. In particolare, la cessione riguarda:
- i beni che vengono trasportati o spediti da o per conto del fornitore, anche se il fornitore interviene indirettamente nella spedizione o nel trasporto dei beni da un Paese terzo o un territorio terzo, a un acquirente o a qualsiasi altra persona ammissibile in uno Stato membro;
- i beni che non sono sottoposti ad accise armonizzate UE (in genere, prodotti alcolici o del tabacco, ai sensi dell’art. 2, par. 3, della direttiva IVA).
Maggio 2021
È entrato in vigore il 26 maggio 2021 il Decreto “Sostegni-bis” (D.L. 25 maggio 2021, n. 73, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 123/2021), ultimo dei decreti emergenziali varati dal Governo Draghi, contenente ulteriori misure di aiuto per imprese, lavoratori autonomi e privati particolarmente colpiti dalla crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19.
Maggio 2021
Buongiorno,
con il D.M. 13 maggio 2021, il Ministero dello Sviluppo economico ha approvato le nuove modalità operative inerenti alla sezione speciale del Fondo di garanzia per le Pmi.
Si ricorda che la legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178) dispone tra l’altro quanto segue:
Lo Studio è a disposizione per eventuali chiarimenti.
Aprile 2021
Il D.L. 14 agosto 2020, n.104, convertito in legge 13 ottobre 2020, n. 126, il cosiddetto “Decreto Agosto”, all’art. 110 ha previsto la possibilità di usufruire della rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni a condizioni particolarmente vantaggiose.
Rispetto alle ricorrenti versioni proposte nel corso degli ultimi anni, la nuova rivalutazione risulta particolarmente interessante soprattutto sotto il profilo fiscale. Lo scopo del legislatore è stato infatti quello di aiutare le imprese con l’obiettivo di patrimonializzarsi.
Soggetti beneficiari
I soggetti interessati dalla norma sono le società di capitali e gli enti commerciali residenti nel territorio dello Stato che non adottano i principi contabili internazionali. Per effetto del richiamo operato dal comma 7 all’art. 15 della legge n. 342/2000, la rivalutazione può essere effettuata anche dalle imprese individuali, dalle società di persone commerciali, dagli enti non commerciali residenti e dai soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia.
Beni rivalutabili
Possono essere oggetto di rivalutazione, purché già iscritti in bilancio alla data del 31 dicembre 2019:
Sono invece esclusi dalla rivalutazione gli immobili “merce”, al cui scambio e produzione è destinata l’attività dell’impresa.
È possibile rivalutare anche beni completamente ammortizzati e immobilizzazioni in corso.
I beni posseduti in leasing possono essere rivalutati dall’utilizzatore a condizione che sia stato esercitato il diritto di riscatto entro l’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2019.
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NOVITÀ: La rivalutazione 2020 presenta alcune novità rispetto alle precedenti edizioni, tra cui in particolare la possibilità di effettuare la rivalutazione anche per un solo bene e questa sarà efficace a partire dal bilancio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, quindi nell’esercizio 2020 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare. |
La rivalutazione dovrà essere esposta nell’inventario e nella nota integrativa.
Rivalutazione civilistica
La rivalutazione, sia per quanto riguarda beni materiali che immateriali, è prevista in modo gratuito per i soli fini civilistici; in questo caso quindi non occorre il versamento dell’imposta sostitutiva.
La rivalutazione civilistica non avrà impatto sul valore fiscale del bene rivalutato e quindi sulla deducibilità fiscale dei futuri maggior ammortamenti e sulla determinazione della plusvalenza o minusvalenza in caso di cessione; il suo impatto è individuabile solo nel bilancio della società.
Rivalutazione fiscale
Per il riconoscimento del maggior valore ai fini fiscali, dall’esercizio successivo a quello in cui la rivalutazione è stata effettuata, occorre versare un’imposta sostitutiva pari al 3% sia per i beni ammortizzabili che per i non ammortizzabili.
Ai fini fiscali è possibile dedurre i maggiori ammortamenti a partire dal 2021; il riconoscimento del costo ai fini delle plusvalenze sarà possibile invece dal 2024.
Contabilmente il saldo attivo risultante dalla rivalutazione dovrà essere imputato a capitale o destinato ad un’apposita riserva speciale.
Dal punto di vista fiscale questa riserva sarà considerata in sospensione d’imposta finché resterà iscritta in bilancio. Il “Decreto Agosto”, richiamando l’art. 13, comma 3, della legge n. 342/2000, stabilisce però che la riserva andrà a formare il reddito imponibile in capo alla società e ai soci nel caso in cui sia distribuita.
Inoltre sempre con riferimento alla medesima legge richiamata, “la riserva, ove non venga imputata al capitale, può essere ridotta soltanto con l’osservanza delle disposizioni dei commi secondo e terzo dell’art. 2445 del codice civile. In caso di utilizzazione della riserva a copertura di perdite, non si può fare luogo a distribuzione di utili fino a quando la riserva non è reintegrata o ridotta in misura corrispondente con deliberazione dell’assemblea straordinaria, non applicandosi le disposizioni dei commi secondo e terzo dell’art. 2445 del codice civile”.
Qualora il bene rivalutato venga ceduto a titolo oneroso, o in caso di assegnazione ai soci, di assegnazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa, al consumo personale (o familiare) dell’imprenditore dei beni rivalutati, avvenuto in una data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello in cui è avvenuta la rivalutazione, ai fini del calcolo delle plusvalenze o delle minusvalenze il bene dovrà essere considerato al costo che aveva prima della rivalutazione.
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ATTENZIONE: La convenienza della rivalutazione fiscale è data dall’imposta sostitutiva di rivalutazione limitata al 3%, dalla possibilità di rateizzare l’imposta in 3 rate annuali e dal riconoscimento fiscale dei maggiori ammortamenti già a decorrere dal 2021. |
Affrancamento del saldo attivo di rivalutazione
Il “Decreto Agosto”, tra l’altro, prevede espressamente anche la possibilità di “affrancare”, in tutto o in parte, il saldo attivo risultante dalla rivalutazione attraverso l’applicazione, in capo alla società, di una imposta sostitutiva delle imposte sui Redditi dell’Irap e di eventuali addizionali in misura del 10%.
Dopo essere stato affrancato, il saldo attivo di rivalutazione si trasformerà in una riserva di utili e diventerà liberamente distribuibile ai soci: la distribuzione non sarà più tassata in capo alla società, ma solo in capo ai soci secondo le norme previste per la tassazione dei dividendi.
Versamento delle imposte
Entrambe le imposte sostitutive previste dal “Decreto Agosto”, quella per la rivalutazione e quella per l’eventuale affrancamento, saranno versate in un massimo di tre rate di pari importo, scadenti:
L’imposta sostitutiva sarà compensabile in F24.
Rimanendo a disposizione, porgo cordiali saluti.