01 luglio 2014
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 13844 del 18 giugno 2014, interviene ancora sulla necessità o meno di una espressa previsione statutaria o di un'apposita delibera assembleare per la deducibilià dei compensi corrisposti agli amministratori di società di capitali.

Recenti interventi della giurisprudenza della Corte di Cassazione hanno chiarito che i compensi corrisposti agli amministratori non sono deducibili dal reddito di impresa, in assenza di una espressa previsione statutaria o di un'apposita delibera assembleare.
In particolare, la sentenza n.20265 del 04 settembre 2013, nel richiamare le Sezioni Unite n.21933/2008 ha statuito in modo chiaro, l'indeducibilità dei compensi erogati agli amministratori di società in assenza di delibera assembleare. Tuttavia, la difesa dell'Amministrazione, non coglie nel segno, quando nell'impugnare la sentenza della CTR dove si "afferma che il compenso dell'amministratore, pur se non preventivamente deliberato, può venire approvato in sede di approvazione del bilancio", non invoca il principio di diritto sopra ricordato - secondo cui qualora la misura del compenso degli amministratori di società di capitali non sia stabilita nello statuto, è necessaria una esplicita delibera assembleare, che non può considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio.

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