22 MARZO 2015
La sentenza del 18 marzo 2015 della Corte Costituzionale, con cui sono state annullate le nomine di oltre 1200 funzionari dell'Agenzia delle Entrate al ruolo di dirigente per assenza di pubblico concorso, pone con sè il problema dei possibili effetti sugli atti di accertamento firmati da tale personale privo di poteri.

E' infatti inevitabile chiedersi quale sarà la fine degli avvisi di accertamento firmati da tale personale e, con essi, delle conseguenti cartelle esattoriali emesse da Equitalia.
Secondo giurisprudenza, gli atti dell'Agenzia delle Entrate devono essere firmati dal direttore dell'ufficio e non da altri soggetti, a meno che non siano muniti di procura che deve essere prodotta agli atti.
In passato la Cassazione ed i giudici di merito hanno ribadito l'illegittimità dell'atto firmato da soggetti sprovvisti di delega, sostenendo inoltre che incombe sull'amministrazione finanziaria dimostrare il corretto esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore e la presenza della delega in caso di contestazione.
Ora, sotto il profilo di diritto, si pone la medesima questione ovvero: se è nullo l'accertamento firmato dal funzionario privo di procura o dei poteri, non può che esserlo quello del dirigente che, in realtà, non è dirigente, ma semplicemente funzionario perche la sua nomina è stata ritenuta illegittima dalla Corte Costituzionale.

 

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